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Tribunale penale federale


Comunicato stampa

In data odierna, la Neue Zürcher Zeitung ha pubblicato un articolo concernente le cosiddette procedure ISIS pendenti presso il Tribunale penale federale. In seguito a ciò, il Tribunale è stato oggetto di numerose richieste relative al contenuto dell'atto d'accusa nonché ad altri aspetti della procedura. Secondo il regolamento del Tribunale penale federale applicabile in materia, i media accreditati ricevono, su richiesta scritta, sette giorni prima dell'apertura del dibattimento, copia dell'atto d'accusa concernente una specifica procedura. Prima dell'apertura del dibattimento il Tribunale non fornisce nessun ulteriore elemento riguardante il contenuto della procedura e non commenta il contenuto dell'atto d'accusa. Anche per quanto riguarda il caso in questione, il Tribunale penale federale si atterrà rigorosamente alla sua consolidata prassi.

Interrotto il dibattimento concernente la causa penale

Il Ministero pubblico della Confederazione ha condotto un'inchiesta contro due funzionari del gruppo energetico "Gazprom" e due quadri del gruppo ABB/Alstom/Siemens per corruzione attiva e passiva in relazione alla fornitura di compressori per condutture di gas. Nelle cause penali federali la lingua del procedimento deve essere determinata dal Ministero pubblico della Confederazione; nella fattispecie, esso ha deciso, già all'inizio delle indagini nel 2010, di condurre il procedimento in lingua tedesca. Ad inizio luglio 2015, esso ha presentato l'atto d'accusa al Tribunale penale federale. La Corte dei reclami penali ha permesso ai difensori di rivolgersi alla Corte penale, durante la preparazione del dibattimento, con scritti in lingua francese (cfr. BB.2015.86+87). La lingua del procedimento durante il dibattimento è rimasta quella tedesca, non da ultimo vista la necessità di una conseguente verbalizzazione. La Corte dei reclami penali ha dichiarato inammissibile i reclami interposti da tre difensori che postulavano la libera scelta della lingua tra tedesco e francese (cfr. BB.2015.117+118+119).

Al dibattimento, che ha preso avvio in data odierna, i tre difensori in questione sono intervenuti utilizzando la lingua francese, rifiutandosi di esprimersi sulle questioni pregiudiziali nella lingua del procedimento. Uno di loro, a cui è stato affidato un mandato d'ufficio, ha dichiarato, tornando sui suoi passi, che avrebbe proseguito nella lingua del procedimento. Viste le pene comminabili, si tratta per tutti gli imputati di casi di difesa obbligatoria. All'uopo occorrono difensori che hanno l'intenzione e sono in grado di assumere il loro compito durante il dibattimento nel pieno interesse dei loro mandanti. In tal senso, siccome due di quest'ultimi non risultavano adeguatamente difesi, il dibattimento ha dovuto essere interrotto in attesa della nomina di un difensore di fiducia o d'ufficio.    

Non verrà consegnato all'Italia un importo di circa un miliardo di euro - Annullata una decisione della Procura del Canton Zurigo

Con sentenza del 18 novembre 2015, la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale annulla la decisione della Staatsanwaltaschaft I del Canton Zurigo a causa di vizi particolarmente gravi. L'autorità cantonale ha revocato un sequestro bancario ordinato nell'ambito di una procedura di assistenza in materia penale al fine di permettere alla titolare del conto di effettuare, su ordine delle autorità italiane, un ordine di pagamento. Essa ha così permesso alla banca svizzera di consegnare all'Italia a fini non penali un importo di circa un miliardo di euro amministrato a titolo fiduciario dalla titolare del conto.

Funzionario FIFA – nessuna scarcerazione

Un funzionario della FIFA, attualmente in detenzione estradizionale, ha formulato un'istanza di scarcerazione respinta dall'Ufficio federale di giustizia. Con giudizio del 2 ottobre 2015 la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha respinto il gravame presentato dal reclamante avverso la decisione in questione. Il Tribunale ha confermato l'esistenza di un pericolo di fuga. Le censure sollevate, segnatamente l'età avanzata, le condizioni di salute ecc., non permettono di escludere l'esistenza di un pericolo di fuga. Il reclamante non ha stretti legami con la Svizzera ed è in grado di viaggiare verso destinazioni lontane. Misure sostitutive, come il versamento di una cauzione, l'applicazione di un monitoraggio elettronico ecc., non permetterebbero una sufficiente riduzione del pericolo di fuga. Sono attualmente in corso ulteriori accertamenti medici relativamente alla carcerabilità del reclamante.

Contatto:
Tribunale penale federale, Mascia Gregori Al-Barafi, Segretaria generale e addetta stampa,
Tel. 091 822 62 62, E-Mail: presse@bstger.ch

Composizione delle Corti e della Commissione amministrativa per gli anni 2016 e 2017

Il Tribunale penale federale comunica che, in data 7 luglio e 29 settembre 2015, in seduta plenaria i membri hanno stabilito la composizione delle Corti e la Commissione amministrativa per gli anni 2016 e 2017.

Le Corti saranno così composte:

Corte dei reclami penali
Stephan Blättler (presidente)
Andreas J. Keller
Emanuel Hochstrasser (doppia assegnazione)
Tito Ponti
Giorgio Bomio-Giovanascini
Roy Garré
Cornelia Cova
Patrick Robert-Nicoud

Corte penale
Giuseppe Muschietti (presidente)
Peter Popp
Walter Wüthrich
Emanuel Hochstrasser (doppia assegnazione)
Sylvia Frei
Daniel Kipfer Fasciati
Miriam Forni
Jean-Luc Bacher
Nathalie Zufferey Franciolli
Joséphine Contu Albrizio
David Glassey

La Corte plenaria ha inoltre deciso che la Commissione amministrativa per gli anni 2016-2017 sarà nuovamente composta da 5 membri: oltre al presidente Daniel Kipfer Fasciati e al vicepresidente Tito Ponti, eletti dall'Assemblea federale il 23 settembre 2015, sono stati rieletti quali membri della nuova Commissione i presidenti delle Corti Stephan Blättler e Giuseppe Muschietti e la giudice Sylvia Frei.

Funzionario FIFA – respinto il ricorso contro la carcerazione

Un funzionario della FIFA, che attualmente si trova in carcerazione per fini estradizionali, ha interposto reclamo contro l'ordine di arresto emesso dall'Ufficio federale di giustizia. Con odierna decisione la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha respinto il gravame. Il Tribunale ha confermato l'esistenza di un pericolo di fuga. Le censure sollevate, segnatamente l'età avanzata, le condizioni di salute ecc., non permettono di escludere l'esistenza di un pericolo di fuga. Il reclamante non ha stretti legami con la Svizzera ed è in grado di viaggiare verso destinazioni lontane. Misure sostitutive, come il versamento di una cauzione, l'applicazione di un monitoraggio elettronico ecc., non permetterebbero una sufficiente riduzione del pericolo di fuga. Sulla base di un dettagliato rapporto medico del servizio sanitario del carcere di Zurigo la carcerabilità del reclamante viene ammessa.

Non si risponde a domande al riguardo.


Contatto:
Tribunale penale federale, Mascia Gregori Al-Barafi, Segretaria Generale e addetta stampa
Tel. 091 822 62 62
E-Mail: presse@bstger.ch

Rapporto di gestione 2014 – Comunicato stampa congiunto dei tribunali della Confederazione

Comunicato stampa congiunto del Tribunale federale, del Tribunale penale federale, del Tribunale amministrativo federale e del Tribunale federale dei brevetti in relazione ai rapporti di gestione 2014.




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